Le Fondazioni di Partecipazione sono enti caratterizzati da elementi riconducibili in parte alla disciplina delle fondazioni e in parte alla disciplina delle associazioni.

nel dettaglio, si tratta di fondazioni in cui:

  • sono presenti una pluralità di fondatori o conferenti;
  • vi è un attivo coinvolgimento dei fondatori/conferenti nella fase attuativa del programma della fondazione. Ad essi, infatti, può essere attribuito statutariamente il potere di nomina e di revoca dei componenti dell’organo amministrativo; possono riunirsi in organi collegiali con il potere di deliberare le linee d’azione della fondazione in funzione del raggiungimento dello scopo indicato nello statuto., nel rispetto dei limiti imposti dalla normativa che regola le fondazioni (questa, ad esempio, è una caratteristica tipica delle associazioni);
  • agli amministratori sono assegnate funzioni meramente esecutive;
  • il patrimonio conferito inizialmente dal fondatore può essere incrementato con apporti successivi per effetto dell’adesione di soggetti diversi dai fondatori (formazione progressiva del patrimonio della fondazione).

Più di frequente ricorrono a questa tipologia di enti i soggetti pubblici che vogliano costituire una fondazione per realizzare uno scopo di pubblica utilità, attraverso la segregazione di un patrimonio e il coinvolgimento di soggetti privati tra i fondatori o tra i conferenti.

La Fondazione di Partecipazione può essere considerata un “ente del terzo settore”, potrà richiedere l’iscrizione al Registro unico che verrà istituito a breve specificamente per tali enti, sfruttando, così, i numerosi vantaggi per essi previsti.

Il 15 settembre 2020 è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 106, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 21 ottobre 2020, a firma del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali che disciplina il funzionamento del suddetto registro detto anche “RUNTS”.

Presumibilmente il RUNTS entrerà in vigore nel mese di aprile del 2021, verranno previste modalità diverse per l’iscrizione a seconda che l’ente del terzo settore che desidera iscriversi sia riconosciuto, non riconosciuto o sia annoverato tra gli enti che verranno trasferiti automaticamente dagli attuali registri di settore.