Un problema che interessa i collezionisti che possiedono opere d’arte o oggetti preziosi (di seguito definiti “Beni”) all’estero è quello di doverli regolarizzare in Italia dal punto di vista fiscale.

Si tratta di una questione di non poco conto in quanto comporta per il collezionista la necessità di rivolgersi ad un professionista ad hoc perla compilazione del quadro RW della propria dichiarazione dei redditi al fine di calcolare eventuali imposte da versare, il tutto ad un costo  non irrisorio.

Esiste, tuttavia, un modo per semplificare tale procedura e contenere i costi, che consiste nell’affidare l’amministrazione di tali beni esteri, nel momento in cui se ne entra in possesso, ad una società fiduciaria che li amministri senza consegna degli stessi.

Il “Contratto di amministrazione senza consegna di opere d’arte o oggetti preziosi” è nato in concomitanza con la “Voluntary Disclosure”, é ancora attualissimo ed utilizzato al fine di regolarizzare fiscalmente in Italia le opere d’arte o gli oggetti preziosi, detenuti all’estero.

Ai fini della conclusione del contratto, il collezionista deve consegnare alla società fiduciaria:

  • i documenti che comprovino la provenienza dell’opera d’arte o dell’oggetto prezioso quali fatture, contratti di acquisto, certificazioni di autenticità, polizze assicurative e certificati di libera circolazione;
  • una perizia sull’opera d’arte o sull’oggetto prezioso sottoscritta da un esperto che ne indichi l’autenticità ed il valore.

Una volta che il “Contratto di amministrazione senza consegna di opere d’arte o oggetti preziosi” viene sottoscritto tra le parti:

  • il collezionista rimane intestatario e proprietario dei Beni;
  • la società fiduciaria amministra i Beni sulla base dei termini contrattuali stabiliti tra le parti;
  • viene aperto un conto corrente dedicato intestato alla società fiduciaria sul quale transitano: gli incassi dei proventi e dei redditi relativi ai Beni oggetto del contratto, pagamenti relativi agli stessi (spese di deposito, mantenimento, protezione e restauro), pagamenti delle ritenute alla fonte o imposte sostitutive applicate dalla società fiduciaria sui redditi e proventi incassati, pagamenti delle commissioni dovute alla società fiduciaria per l’espletamento dell’incarico.

Per il collezionista la sottoscrizione di una tale tipologia contrattuale presenta diversi vantaggi:

  • la possibilità di mantenere all’estero l’opera d’arte o l’oggetto prezioso;
  • l’esonero dalla compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi;
  • il trasferimento degli adempimenti fiscali, relativi alla regolarizzazione in Italia dei Beni a carico della società fiduciaria che se ne occupa in qualità di sostituto di imposta.