Il regime fiscale delle fondazioni si distingue a seconda della loro qualificazione come ente non commerciale o commerciale.

L’articolo 73 del Tuir definisce come enti non commerciali gli enti pubblici e privati diversi dalle società che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale o agricole ex art. 2195 c.c.; l’oggetto esclusivo o principale è determinato in base alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto e si riferisce all’attività volta a realizzarne direttamente gli scopi primari.

Qualora l’ente svolga sia attività commerciale che non commerciale, occorre tener conto anche il requisito della prevalenza dei seguenti parametri per la sua qualificazione:

  • delle immobilizzazioni utilizzate per lo svolgimento delle attività commerciale, al netto degli ammortamenti, rispetto alle attività istituzionali;
  • dei ricavi commerciali rispetto al valore delle prestazioni/cessioni istituzionali;
  • delle entrate commerciali rispetto alle istituzionali (contributi, sovvenzioni, liberalità e quote associative);
  • delle componenti negative inerenti all’attività commerciale rispetto alle restanti spese.

L’eventuale perdita della qualifica di ente non commerciale comporta l’applicazione, dell’ordinaria disciplina del reddito d’impresa a partire dallo stesso periodo d’imposta in cui vengono meno le condizioni.Non si considerano, in ogni caso, attività commerciali le prestazionio   diverse da quelle elencate nell’art. 2195 c.c.;o   rese in conformità alle finalità istituzionali dell’ente;o   senza l’utilizzo di una specifica organizzazione di impresa;o   a fronte del pagamento di corrispettivi che non eccedano i costi di diretta imputazione (cosiddetti ‘‘corrispettivi specifici’’) e quindi senza la prospettiva del conseguimento di un profitto.Chiarita la definizione di ente non commerciale, analizziamo le modalità di determinazione del reddito.Il reddito complessivo di tali enti è dato dalla somma delle categorie di reddito previste dal Tuir, ovunque prodotti e quale ne sia la destinazione, determinati ciascuno secondo la propria disciplina, ovvero redditi fondiari, redditi di capitale, redditi d’impresa e redditi diversi.Sono esclusi dalla formazione del reddito i corrispettivi specifici derivanti da prestazioni di servizi non commerciali, rese in conformità alle finalità istituzionali; i fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione e i contributi corrisposti da pubbliche amministrazioni per lo svolgimento di attività aventi finalità sociali.Qualora la fondazione svolga anche un’attività commerciale, per cui è obbligatoria la tenuta di una contabilità separata, il reddito d’impresa è dato dalla differenza tra i ricavi e i costi dell’attività commerciale e i costi promiscui, che sono deducibili in misura pari al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito di impresa e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi; tale reddito è soggetto all’Ires.

Gli enti non commerciali ammessi al regime di contabilità semplificata, cioè gli enti non commerciali che abbiano percepito dalle attività commerciali esercitate, in via non esclusiva o principale, ricavi non superiori a 400.000 euro, in caso di prestazioni di servizi oppure a 700.000 euro, in caso di svolgimento di altre attività, possono optare per la determinazione forfettaria del reddito d’impresa.

Il regime forfettario prevede che il reddito sia determinato applicando ai ricavi una percentuale di redditività diversificata in base al tipo di attività e al livello di ricavi, a cui aggiungere le eventuali plusvalenze, sopravvenienze attive, dividendi e interessi e proventi immobiliari.

Tabella dei coefficienti di redditività
Prestazioni di servizi • Fino a € 25.822,84: coefficiente 10%.

• Da € 25.822,85 a € 516.456,90: coefficiente 15%.

Altre attività • Fino a € 15.493,71: coefficiente 15%.

• Da € 15.493,72 a € 309.874,14: coefficiente 25%.

Attività promiscue • Il coefficiente è determinato in relazione all’attività prevalente.

• In assenza di distinta annotazione è considerata prevalente l’attività di prestazione di servizi.

 

Le fondazioni, come tutti gli enti non commerciali, sono anche soggetti all’Irap e a seconda che ci si riferisca ad attività istituzionali o attività commerciali, la base imponibile viene determinata diversamente. Gli enti che svolgono esclusivamente attività istituzionale applicano il metodo retributivo, secondo cui la base imponibile è costituita dall’ammontare delle retribuzioni spettanti al personale dipendente, così come determinate ai fini previdenziali, compensi per redditi assimilati al reddito di lavoro dipendente, compensi erogati per collaborazioni coordinate e continuative e compensi erogati per attività di lavoro autonomo occasionale.Per gli enti che svolgono attività commerciale oltre all’attività istituzionale la base imponibile si determina con il cosiddetto metodo misto:-       per l’attività istituzionale l’Irap si applica con il metodo retributivo, escludendo i compensi e le retribuzioni per il personale impiegato nell’attività commerciale; qualora gli emolumenti non siano specificatamente riferibili all’attività commerciale, l’ammontare degli stessi è suddiviso tra le due attività in base al rapporto tra ammontare dei ricavi e degli altri proventi riferibili alle attività commerciali e ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi. –       per l’attività commerciale la base imponibile si determina applicando le regole proprie previste per le imprese commerciali.